sabato, 09 agosto 2008, ore 05:08

A volte basta lanciare l'amo e il pesce abbocca... è divertente. Sono molto divertita da questo gioco... e abbocca sempre. Che figata.

Diventa quasi un modo normale di cominciare o terminare la giornata... o di vivere momenti piccoli e spassosi. Brevi perle di ilarità che si incatenano tra loro. Mi sto facendo una parur di divertenti coincidenze.

Cose che cambiano poco... ma è divertente davvero.

Sono ossessionata... forse un po'... ma è bello non sentirsi i soli.

Per il resto... sono sola. Solissima. Solitaria.

 

Liberamente tratto dal cervello di...Musikanto
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venerdì, 08 agosto 2008, ore 04:32

Eh si... sto bene, mi sento in forma, mi sento bella, mi sento me. Un po' la quiete dopo la tempesta. e la tempesta è quel malumore devastante che mi fa piangere ogni momento e per ogni cosa... che stranamente, ma neanche tanto, coincide con quei famosi giorni che una volta al mese... che palle!!

Passati. Quiete. Bello. Si.

Va bene un po' tutto, tutte le sfere... soprattutto quelle che ogni tanto fabbrico con cristalbol.

Regressioni infantili e casalinghe a parte... mi sento donna e per una strana concatenazione di eventi mi sento una bella donna! Il che non è poco.

In più la mia compagnia telefonica mi ha regalato 10 euro... così... perchè mi vuole bene... anche lei.

A volte faccio paura a qualcuno... ma ci sta.

Ho fatto finalmente quella visita che mi preoccupava e ho scoperto di preoccuparmi per nulla: sono sana. Sono bella dentro... bellina!

Leggo della mia pupa che sta bene, che è felice... e mi moltiplica il benessere che già ho.

Ora mi strafogo un chilo di liquirizie davanti a scai... dovrebbe cominciare louendorder a breve... forse... comunque qualche cosa su focsraim la trovo. Ergo... vado l'ammazzo e torno (in realtà l'ammazzano, ammazzano sempre qualcuno, su focscraim,  ma poi scoprono sempre come, quando e chi fuori piove).

 

Liberamente tratto dal cervello di...Musikanto

giovedì, 07 agosto 2008, ore 14:10

La vita non è mai tolta ma trasformata... un modo gentile di dire "non fa niente" perchè non sai che dire.

Ma quando muore un merlo?

Capita che la morte di un merlo scateni reazioni parallele contrastanti.

Da un lato una amica che piange e dall'altro quattro amici che se la ridono.

Al centro io... che dentro piango per la tristezza che ha invaso la mia amica e che infondo penso "vabbè, morto un uccello se ne trova un altro"... che è un  po' la regola della vita.

Gli uccelli muoiono come tutti gli esseri viventi... comprese le piante e gli insetti... anche le amebe muoiono... e se uno ci si affeziona capita che si pianga.

Eppur si piange... disse il saggio mentre tritava cipolle.

Forse coloro che ridono sono di alberobello... ci'trulli.

Si evince dalla freddezze delle battute che sto facendo scorpacciate di dilandog?

Tornando all'uccello morto... come disse l'inventore del viagra mentre cercava la formula...

Uff!

Dunque... se una rondine non fa primavera... un merlo defunto non può certo fare ecatombe ma... mi dispiace lo stesso.

Per la mia amica, che con quel merlo ci ha veramente passato 18 anni della sua vita... che erano i 18 anni della vita intera del merlo.

Aveva anche un nome... c'è poco da ridere, amici... ci si affeziona alle cose, figuriamoci ad un uccello.

Matteo parlava, cantava, urlava. Era un merlo isterico ma infondo mi era simpatico. Saltava sul suo trespolo, perfettamente a tempo, quando sentiva musica e faceva dei vocalizzi splendidi. Era simpatico e molto, molto nero... e mi dispiace molto che si sia ammalato e che sia morto. 

Ma poche persone possono capirlo... solo chi è capace veramente di amare e di conseguenza di amare gli animali. Poche... e non ero con loro.

E' che a volte serve la morte di un uccello per capire delle cose o delle persone. Poi da li si va avanti e si ragiona sulla vita, sul lavoro, sull'amore, su tutto... e scopri che non hai niente in comune. Scopri che sono mondi diversi e distinti... ma che gli vuoi bene lo stesso.

Scopri che è facile avere pareri su cose che non si conoscono e che per alcune persone è anche facile enunciarli con una sottile arroganza.

Poi vabbè... gli voglio bene lo stesso e gliene voglio davvero tanto... ma a me non mi si può venire a dire che chi fa il musicista non ha capito un cazzo della vita... non a me... non ora... neanche in altre ore. Mai! Non a me! No davvero!

Ci sono persone che hanno idee vearmente chiuse e retrogade, ci ho combattuto una vita per poter essere quello che sono... ora non lotto. Accetto!

Ma i viaggi ai confine della realtà... sono spettacoli che pochi possono godere... io... può!

Liberamente tratto dal cervello di...Musikanto

martedì, 05 agosto 2008, ore 05:46

 

Sentivo il vuoto di te nel corpo 

e hai confermato il vuoto di te nella vita.

E' il tuo silenzio che mi da conferme di incertezze

e la distanza non è solo geografia

è forse chimica e matematica,

è materia,

è mente

è vita

I treni passano e a volte passano senza avvisare

in anticipo

e non si vedono che da lontano.

Questa storia penso che sia "solo", 

anche se non è poco,

passione.

E penso debba essere questo

piccole bolle di sapone

da creare ogni tanto

per vivere sopra le righe di una vita

che ci ha pensato separati.

 

Liberamente tratto dal cervello di...Musikanto
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categoria : citazioni, scrivere, delusioni

sabato, 26 luglio 2008, ore 06:26

Capita, a volte, che lo senta.

E' molto nitido, preciso. E' proprio il suo odore.

Me lo sento sulla pelle, nell'accappatoio, fra le lenzuola.

Non so... forse non era il suo... ma quello di noi due... e il mio, da solo, me lo ricorda ancora.

Vabbè... passerà.

Poi resto perplessa sulla categoria da usare... scelgo "cosa", perchè non so casa sia. E scelgo "delusioni", perchè è l'unica certezza.

Liberamente tratto dal cervello di...Musikanto
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categoria : delusioni, cosa

martedì, 22 luglio 2008, ore 06:10

In effetti c'è da averne paura.

Era da un po' che le chiavi di ricerca non mi davano soddisfazioni. Sempre le solite punture sul culetto (mai avessi scritto quelle parole) con conseguenze anche inquietanti, addirittura fino allo sculacciamento.

Questo mese è colmo di geniali espressioni, alcune delle quali hanno stimolato il mio interesse.

Mi chiedo come sia possibile l'accesso al mio blog tramite frasi riguardanti la chitarra logudorese. Per citarne alcune "accordiamo la chitarra logudorese", "canzoni logudoresi+blogspot" (è un mistero come sia invece capitato su splinder) e ancora "libri sui canti logudoresi a chitarra".

Gli appassionati di musica cercano anche "2 battute di pausa con finale" (finale è un programma di scrittura musicale), "alfabeto inglese da cantare", "maicol buble", "come si fa la scheda tecnica di un gruppo" ma anche "menta scheda tecnica musicale" (???), "canto di uccelli gratis" (ma vorrei sentire se a pagamento sono migliori), "le salse del momento" (forse trattavasi di cucina?), "odio ramazzotti" (questo è proprio capitato nel posto giusto).

Ma i ricercatori in gugol sono veramente di varie specie.

Gli economi cercano ogni tipo di oggetto, materia, fatto, azione... purché sia gratis. Oltre al su citato canto degli uccelli, qualcuno ha cercato "frasi di delusione gratis". Io non so se per restarci di merda uno debba pagare.

Ci sono i vari sadici feticisti, gli stessi delle punture sul culetto, suppongo, che cercano "trauma cranico gatto" e "caduta a terra tutto ruota intorno" (perplessa me), "foto disidrosi" (che schifo), "ti sculaccio per bene" (amarezza), "tubature rotte condominio" (strano feticismo, ma non escludo nulla).

L'ignoranza regna sovrana... soprattutto sulla lingua inglese. Prima io, fra tutti, che camuffo la mia ignoranza con una pseudo volontà di scrivere le parole come si pronunciano. In realtà, per la maggior parte dei casi, non so come si scrivano realmente. Ciò pare sia un fenomeno diffuso tra gli internauti gugolisti e siccome mi sono rotta le balle a metter virgolette elenco con virgole: chinder, crea nicneim, libri fleccer, cecap, maicol buble (già citato per i  musicofili) e dulcis in fundo... ricerca gugol.

Ma non solo l'inglese è uno strano sconosciuto. Le ricerche su gugol donano piacevoli refusi anche in italiano... ma uno solo ha attirato la mia attenzione: ESCERE. Adesso... non so voi, ma io le domande me le sono fatte: Escere o non escere? Escere o stare a casa? Escere o versare? (meno aulico ma più efficace). Mah...

Sul podio della demenzialità piazzo "dimora bottiglie". mi viene in mente ginni, la genietta del telefilm strega per amore, quello con geiar giovane (il mese prossimo ci sarà geiar?).

Un degno parimerito con "lettere a nessuno" (che cavolo le cerchi a fare... per-di-più precotte?)

Secondo gradino lo merita "scrivere acrostici a domicilio". Ora... io adoro fare acrostici, alcuni mi vengono anche bene, pensate che dovrei andare porta a porta come per i tappeti? O su appuntamento come la tapperuer (strano non ci fosse anche tapperuer)? Quanto potrei farmi pagare un acrostico?

Primo premio... TATTARATTAAAA TATATATATA TATTARATTAAAAA

"VASCA DA BAGNO SPLINDER"

... e io che mi pensavo ci fossero solo blogghe! Cess!

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lunedì, 21 luglio 2008, ore 18:59

Smusi: A giorni la vita sorride... oggi mi sorride. Ho voglia di fare... e...

Cervy: ... e perchè non mi lasci dormireeeeee??

Smusi: Dormi se vuoi io intanto faccio....

Cervy: ...fai... mi fai pensare... ogni cosa che fai mi fa attivare! Babbea! Se dormo io devi dormire tu. Ma stavamo così bene a letto con i gatti... no?

Smusi: Beh si...

Cervy: Alloooora... dai rimettimi a riposo. Guarda telefilm scemi in tivvù! Ma basta lavorare.

Smusi: No vabbè... adesso vado in bici...

Hearty: No dico ma sei fuori? Non ti ricordi come è andata l'ultima volta?

Smusi: Ma... dico... io... si... ricordo... sob!

Hearty: Allora stai a casa e amati come ti amo io!

Smusi: Mi mancava un po' di dolcezza.

Feggy: Esci... esciii vai dove ti pare ma escii!!! Non stare a casa...ti prego!

Smusi: Perchè?

Feggy: Perchè ti mangi di tutto. Sto male... basta.

Smusi: E dai.... per due liquirizie!

Feggy: Due?

Smusi: Tre... o...

Feggy: Trenta!

Smusi: ...ma sono così buone le rotelle!

Feggy: Vabbè ma con la coca cola!!!

Smusi: I gusti non si discutono!

Feggy: Dopo il latte?

Smusi: Era caffè macchiato!

Feggy: Macchiato un casino però!

Smusi: La coca cola dici che sta male con il latte?

Feggy: Guarda... magari.. non sempre ma... se mangi le patatine rustiche diventa pesante la cosa.

Stommy: Lo dici a me... cazz... un lavoro incredibile.

Occhy: Dai esci e mettici gli occhiali nuovi!

Francy: Non levarmi la pomata!

Stommy,Occhy, Feggy, Hearty, Cervy: E QUESTA CHI E'?

Smusi: Niente... una ghiandola che si è gonfiata sotto l'ascella! 

Stommy,Occhy, Feggy, Hearty, Cervy: Cazz! E le hai dato il nome? Amarezza.

Smusi: No... Francy!

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categoria : deliri, dialoghi

domenica, 20 luglio 2008, ore 04:37

Cari te....

lo sai che sarebbero solo giudizi positivi. Arriverà un giorno che sognarti non mi basterà più... e allora vorrò avere le tue labbra, vorrò realizzare il sogno. Ora metto la mano sul cuore e dico "rabbia vai via" e sto meglio... mi sono ripresa la mia vita punto itì e non ho l'ambizione di essere una foglia d'edera.... nemmeno una rosa ce l'ha. E io chi sono? Ma tu.... dove sei? Si fanno scelte che non si vogliono fare. Essere stronzi, ma veramente tanto, ripaga e ripaga in risate. Essere bastardi, ma veramente dentro, ripaga... e ripaga in amici. Basta essere gioviali... che conta se manchi di rispetto al tuo prossimo? Che vuol dire parlar male? Litigare? Nulla. Chi meglio fa peggio sta! Mi manca sentirti... chiami? Chissà dove è la tua bocca adesso.... cosa dice e come respira il tuo sonno. Il sonno del giusto. Un giorno falsa lo diventerò davvero... dev'essere divertente. Ci provo. C'è chi ne ha vantaggi eclatanti. Io mi chiedo solo: come cazzo è possibile. Ho anche provato a chiamarti ma non hai risposto. Io ti chiamo ancora. Magari rispondi. Un giorno forse te lo dirò... che vorrei vedere com'è. Lei poi, che tenera con le scarpe nuove. Suonare con lui non è possibile. Che cagate. Oggi ero veramente stanca. Troppe volte in un pochi giorni. Troppe note... tutte sbagliate. Ma mehldau o melhdau o come cavolo si scrive. Quante note belle. Larry è uno spettacolo nello spettacolo. Fantastico, presente e bravo. Il bassista... ops... contrabbassista migliore che abbia mai sentito dal vivo. Il mio Larry. Questo voglio: la sicurezza. Sicurezza di poter vivere la mia vita. Punto itì. Fanculo. Si vabbè, però se n'è parlato... sembrava che si potesse anche essere. vabbè. Mi perdi. Mi hai persa. Già. Mai avuta. Veramente. Alla fine vince chi fa più merda. Vince cosa? Bingo. Vabbè. Dicono che la merda porti fortuna: anche quella dentro? Che teatro la vita. Riprenditi punti itì. Riprenditi da questo turbine. Mulinello. Andavo a pesca da piccola... a volte. Non mi piaceva molto però. A mia sorella un po'. Altre cose. Intanto un'infanzia allo stadio c'era... poi... il buio. Rabbia vai via. L'ho detto? Dillo punto itì. Che cavolo... cambio direzione. Non va bene così. Ma poi... dico... chi cazzo se ne frega! Fai anche le battute... attento a te! Non siamo soli. Forse si. Nel mondo non siamo soli punto itì. Amarezza. Ammarolla. Chi se ne importa di questo. Non leggere fumando per vedere cos'è. Stavolta. Lo lascio così. E' quello che c'è dentro. Fuori. Cosa succede dentro punto itì. Fottiti. Potevi almeno richiamare. Dico... una settimana è lunga. Vabbè. Allora basta. Ti sogno. Troppi sogni. Poi quelle mutande e quella maglietta grigia. Stai bene con il grigio... ma non te l'ho detto. Il rosso ti ammazza. Ma cosa voglio realmente? Sembra tutto così uguale. A cosa? A niente. Riprenditi il niente punto itì. Ma vaffanculo va'!

va'

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categoria : deliri

mercoledì, 16 luglio 2008, ore 03:37

Scritta da me questa citazione suona falsissima. Il popolo a cui mi riferisco è però un popolo molto piccolo: i Bronghi.

I Bronghi sono più una tribù che un popolo. Vivono in un territorio protetto e fresco. Le temperature, sempre piuttosto basse, sono mitigate dal calore degli alimenti che ogni tanto raggiungono i loro luoghi.

I Bronghi sono divisi in più fazioni. Si tratta fondamentalmente di due tronconi: i salutisti e i bronchi.

I bronchi si rifugiano in un'enorme gabbia di vetro, dalla quale possono uscire solo per brevi momenti. I salutisti raramente superano il trasparente confine.

Alcuni bronchi sono incrociati con salutisti e fanno la spola da un lato all'altro della barriera.

Il ceppo genetico è lo stesso quindi si possono riscontrare, sia tra i Bronghi bronchi sia tra i Bronghi salutisti, alcuni similari comportamenti.

I Bronghi iniziano la loro attività vitale solo dopo le 21, attività che si protrae spesso fino all'alba, generalmente termina intorno alle 4 del mattino.

All'interno del loro microcosmo si verificano due attività fondamentali: attesa, spesso con ascolto di musica, e attività ludica (trattasi di un gioco simile alla più comune tombola) da eseguirsi nel silenzio più rispettoso. Esse si alternano più o meno regolarmente.

La loro attività ludica viene coadiuvata dalla presenza di due figure fondamentali: il venditore (in rosso) e il banditore (in blu). Entrambi presenti in numero direttamente proporzionale al numero dei Bronghi in attività.

L'attesa viene invece sostenuta da individui vestiti rigorosamente in nero che per pochi spiccioli forniscono vari generi di sostentamento.

Tra i Bronghi più attivi si possono riscontrare varie categorie: i pronosticisti, i fatalisti, i fiscalisti, i nervosi, i culoni.

I pronosticisti riescono a creare supposizioni assurde sullo svolgimento dell'attività ludica. In realtà lo svolgimento del gioco è assolutamente casuale. Ciò nonostante, questi loschi figuri, associano catene di numeri con posizioni all'interno delle schede e già dal primo numero estratto riescono a pronosticare una serie più o meno lunga di altri numeri. Amano spesso enunciare i loro calcoli a voce alta, incuranti della stupidità delle loro affermazioni. Da loro è comune sentire discorsi di questo tipo: "è uscito il 24, ho il 34 e non uscirà prima di 17 estrazioni, ma entro le 16 finisce il gioco. Cavolo il 77! ora il 22 non uscirà mai!". La loro supponenza irrita i Bronghi abitudinari circostanti, soprattutto i nervosi, ma stupisce e condiziona i Bronghi saltuari. Inutile dire che i vari pronostici sono nel 99,9% dei casi assolutamente sbagliati, poiché non derivanti da altro se non da finte logiche e statistiche personali.

I fatalisti collegano eventi esterni all'attività con l'attività stessa. Acquistano dai venditori in diversi punti del territorio, dentro e/o fuori il vetro, cambiano spesso tavolo scegliendo i base a ispirazioni del momento, bruciano le ricevute di precedenti vincite e, in mancanza di queste, bruciano gli scontrini degli approvvigionamenti. A volte intraprendono strani rituali pronunciando parole senza senso e indicando con varie posizioni delle dita la tabella del gioco. Spesso lanciano monetine di buon auspicio. Molti rituali diventano, per i fatalisti, più divertenti del gioco stesso. Inutile sottolineare, anche in questo caso, l'inefficacia di tali riti.

I fiscalisti, detti anche sospettosi, controllano ogni estrazione per verificarne la correttezza. Accusano i banditori di non voler consegnare vincite ogni volta che il gioco si inceppa per svariati motivi. Sono attentissimi nel rispetto dell'ordine di acquisto dei materiali di gioco. Non cambiano quasi mai tavolo. I fiscalisti emettono all'unisono vari suoni di segnalazione errori, tra i quali: "oooooh", " OOOOOOH", "ma cosaaaaaa", "era duuuuueeeee", "ma che cazzo stai dicendo". Generalmente i fiscalisti fanno il calcolo a mente del premio in palio (variabile a seconda delle vendite effettuate) e contano il numero delle estrazioni senza guardare il tabellone. Loro guardano solo i monitor per la segnalazione degli errori di cui sopra.

I nervosi spesso sono anche del ceppo dei bronchi e stanno all'interno della gabbia di vetro. Ci sono nervosi di ogni sesso ma reagiscono in modo diverso alle varie fasi di gioco, in modo simile nella fase finale. Spesso i nervosi accusano rabbia già dal primo numero e reagiscono sbattendo la mano sul tavolo o allontanando rumorosamente un bicchiere. I più nervosi lanciano la cartella non contenente il primo numero estratto. Essi si dividono in due grosse categorie: i nervosi normali e i mughini. Raramente ci sono due mughini nella stessa serata perchè ciò comporterebbe disordini incontrollabili. I nervosi, a fine gioco, lanciano la cartella sul tavolo e accompagnano il gesto con qualche epiteto o parolacce. I mughini stracciano la cartella e borbottano, spesso cambiano tavolo insultando il tavolo stesso e le sedie attorno. Non accettano la sconfitta e si aggirano minacciosi tra gli altri bronghi. L'attività ludica è meno importante per loro di quanto non lo sia l'atto di stracciare la cartella. Spesso la stracciano in anticipo rispetto alla fine della partita stessa. Più il gesto è plateale più saranno soddisfatti. Inutile dire che il loro comportamento scatena l'ilarità tra i Bronghi abituali e lascia esterrefatti i nuovi arrivi.

I culoni riescono a collezionare vittorie una dopo l'altra. Naturalmente aiutano la fortuna con l'acquisto spropositato di cartelle. Nella tribù si mormora che essi campino dalle vincite al gioco. Inutile sottolineare che vengono disprezzati da tutti, ma anche che nessuno disdegna la loro compagnia al tavolo e nessuno nega loro un sorriso. Alcuni si avvicinano per toccarli. Spesso i culoni entrano nei rituali scaramantici dei fatalisti.

FINE DEL PRIMO EPISODIO

Liberamente tratto dal cervello di...Musikanto

mercoledì, 16 luglio 2008, ore 02:42

Illuminarsi fuori è semplice, è sufficiente avere una crema per il corpo illuminante che lascia la pelle morbida come la seta e tutta tempestata di sbrillucichini dorati che manco a natale.

Illuminarsi dentro è più complesso... ma diventa semplice se chi ti illumina dentro ti ha anche illuminato fuori.

Ma dentro... altro che natale.

Ho avuto un sorriso gigante in giro in casa e in cuore per circa un mese... poco più. Sembra ieri.

Dovevamo fare tante cose e tante ne abbiamo fatte.

Purtroppo ero spesso impegnata e mi sono persa un po' di quel sorriso ma... credo, a ragion veduta, che non perderò quel sorriso per molto tempo ancora. In tutta sincerità lo spero proprio... mi mancherebbe come l'aria.

Amica, grazie.

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categoria : amici, vocina